Il Fiaschetto

Qualcuno diceva che le cose più semplici sono le più straordinarie. 

Anche le storie più semplici sono quelle che a nostro avviso meritano un’attenzione maggiore, come quella che abbiamo da poco ascoltato in provincia di Palermo, a Cinisi presso l’enoteca Il Fiaschietto. Una storia di lavoro e dignità. E’ il racconto di un lavoratore, semplice ma straordinario, la storia di una fiaschetteria rilevata a febbraio del 1991, nata in uno scantinato di paese, lungo la via del mare. Il luogo sotterraneo non era dei migliori, era arredato alla buona, piuttosto scarno, con le classiche mensole a strutture ferree, le luci al neon. E’ Il racconto di un uomo che con sacrifici e la sola forza del proprio lavoro riesce a portare la sua fiaschetteria “alla luce” trasferendola nel luogo dove dal 2010 ormai si trova, al numero 266 di Corso Umberto.

Il protagonista, Gianfranco Rosati, titolare e fondatore del Fiaschetto, sa bene che la sua qualità risiede nell’essere insieme imprenditore, titolare, addetto acquisti, responsabile amministrativo, trasportatore: se per le destinazioni lontane riceve, infatti, i vari trasportatori per quelle più vicine, invece, è lui stesso che consegna la merce. E’ aiutato unicamente da due ragazzi. Il tutto viene condito da una famiglia a cui dedica quanto più tempo possibile, sebbene l’enoteca sia aperta anche l’intero giorno del sabato e la domenica mattina. 

La storia, lungo il suo narrarsi, si tramuta piano piano in un piccolo affresco sul valore etico del lavoro e non solo, sulle scelte fatte di valutare unicamente prodotti della sua terra, la Sicilia, poi ancora, sulla grande importanza della famiglia. 

La sua sappiamo essere doppiamente speciale. 

Gianfranco oggi è un enotecario ma non separa il lavoro dalla vita, lo fonde insieme in un rapporto d’amore. E l’amore non divide ma unisce.

Smettiamo di prendere appunti per ascoltare con maggiore attenzione la storia dell’uomo che abbiamo davanti, una storia di un padre di famiglia che mostra, orgoglioso, la sua foto con la figlia a cavallo, quella di un lavoratore. 

Il lavoro viene visto non solo come luogo in cui poter recuperare le risorse per la quotidiana sopravvivenza ma come costruzione del proprio essere, della società che ci circonda, di affermazione e costruzione della propria identità. 

Una storia semplice.