La storia del vino Marsala

È noto che la rinascita della viticoltura siciliana è legata al nome di Woodhouse e di altri commercianti inglesi i quali portarono nell'isola non solo capitali ma soprattutto spirito di iniziativa e solida conoscenza dei mercati internazionali. Woodhouse era venuto in Sicilia nel 1770 per incrementare il commercio delle ceneri di soda, che era molto florido in Gran Bretagna, notó la somiglianza che i vini marsalesi avevano con quelli portoghesi e spagnoli da cui si producevano il Porto e lo Sherry e il Madeira e tentó un vino ad imitazione di quest’ultimo. Nel 1773 il primo carico di botti contenenti vino Marsala salpò per l'Inghilterra dove incontrò notevole favore.

A causa della limitata superficie a vite la produzione non era tale da poter dar vita a grossi traffici, Woodhouse pertanto anticipó i capitali ai contadini per piantare viti, riservandosi naturalmente il diritto di acquistare il prodotto al prezzo da lui deciso. 

Inoltre prese in affitto vasti magazzini e terreni dove far sorgere stabilimenti enologici. 

Nel 1800 fu firmato un contratto tra l'ammiraglio Nelson e Woodhouse per una fornitura di vino Marsala la flotta inglese.

Un altro ricco commerciante inglese il cui nome è legato alle origini dell'industria vinicola in Sicilia fu Beniamino Ingham. Alla sua acuta capacità imprenditoriale non sfuggì la possibilità di dar vita redditizio commercio di vino. Costruì uno stabilimento enologico a Marsala cui affiancò un grande magazzino. Grazie ad un’instancabile attività promozionale sui mercati e alla tenacia con cui si adoperò per migliorare la qualità delle uve diffondendo tre contadini una sorta di decalogo del viticoltore, il Marsala prodotto da Ingham si guadagnò nel giro di appena due decenni larga fama. Diceva inoltre di aver mandato in Spagna un suo socio per apprendere sistemi di vinificazione usati nelle bodegas di Xeres al fine di portare i vini di Marsala all'altezza dello Sherry.

Suo merito fu anche quello di aver avviato il commercio con gli Stati Uniti, il Brasile e l'Australia. Altri inglesi si distinsero nei primi decenni dell’ottocento, tra questi Hopps che aveva lavorato con Woodhouse e poi aveva dato vita nel 1811 a un'attività industriale indipendente. Ma la fortuna del Marsala è legata al nome italiano di Vincenzo Florio. Sul finire del XIX secolo l'industria enologica in Sicilia presentava una struttura produttiva di rilievo accanto agli stabilimenti enologici di Woodhouse, Ingham, Whitaker, Florio, ne erano sorti molti altri: aveva inizio la nuova storia dei vini siciliani, stava iniziando un futuro dal cuore antico.

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